Finalmente un accordo sulle aree delocalizzate

Nell’ultimo Consiglio Comunale si è discusso e approvato l’accordo territoriale per la rigenerazione delle aree delocalizzate.

Finalmente si giunge, a oltre vent’anni dall’accordo di Programma Quadro che aveva dato il via alle delocalizzazioni, a definire un accordo tra Regione Lombardia e i Comuni di Lonate Pozzolo, Ferno e Somma Lombardo, per la gestione delle aree delocalizzate, prevedendone la destinazione, con rigenerazione e valorizzazione. La Provincia di Varese avrà un ruolo di coordinamento tra i Comuni.

La delocalizzazione vissuta dai nostri tre Comuni è stata un’esperienza che ha segnato fortemente i nostri cittadini e i nostri territori, lasciando da gestire le aree dove sorgevano le abitazioni non più utilizzabili come residenza, che pertanto sono state cedute e demolite.

Insieme, Regione e i tre Comuni hanno discusso in maniera unitaria delle aree di cui programmare la rigenerazione a livello intercomunale. Valutando le situazioni concrete delle aree libere, si è concordato di individuare le aree di Lonate Pozzolo e Ferno con una vocazione funzionale principalmente a verde, mentre nella frazione Case Nuove di Somma Lombardo si è previsto un ampliamento del polo aeronautico, data la posizione strettamente confinante, quasi inclusa, nel sedime aeroportuale. Per quello che riguarda il Comune di Lonate Pozzolo, le aree rese libere dalla delocalizzazione sono molto frazionate e intervallate da residenze, quindi è reso impossibile l’utilizzo per interventi produttivi. La destinazione a verde potrà creare una cintura di mitigazione tra il territorio comunale e l’aeroporto. L’idea di progetto concordata con Regione comprende la realizzazione di quanto già previsto nel progetto presentato per il bando Cariplo, con la riqualificazione a verde a scopo turistico-ambientale, oltre alla destinazione di aree all’agricoltura sperimentale. Ciò permette di valorizzare ulteriormente le bellezze naturali del nostro territorio.

L’accordo individua queste vocazioni con uno spirito di massima flessibilità: solo il successivo accordo di programma che verrà stipulato darà la destinazione definitiva alle aree, che pertanto fino a quel momento potranno essere diversamente destinate nel caso di interessi manifestati da eventuali investitori.

La volumetria disponibile sui tre Comuni in seguito alle demolizioni viene considerata unitariamente, seguendo la logica della perequazione territoriale (le aree delocalizzate dei tre Comuni sono considerate come se fossero su un unico territorio comunale).

L’accordo interviene a regolamentare come vengono suddivisi gli importi derivanti dalla vendita dei terreni: al Comune di Lonate Pozzolo spetterà la quota del 53%, indipendentemente dalla localizzazione dell’area, in uno qualunque dei tre Comuni. Analogamente vengono suddivisi gli oneri di urbanizzazione secondaria, i costi di costruzione e l’IMU nel momento in cui venga realizzato un intervento edilizio su un’area delocalizzata.

Le minoranze, anche in questo caso, non hanno mancato occasione di mostrare il pressappochismo e la mancanza di preparazione e di conoscenza dell’argomento trattato: sia la consigliera Angelino che Fraccaro nonostante le ripetute spiegazioni hanno continuato a confondere la programmazione territoriale (che si fa con il PGT e che in questo caso non c’entra nulla!) con la destinazione delle aree delocalizzate.

Ci viene da chiedere se durante la spiegazione in Consiglio e durante le commissioni tecniche abbiano ascoltato oppure stessero pensando ad altro.

Troviamo imbarazzante anche l’affermazione proclamata in Consiglio quasi come un vanto, che alludeva al fatto che la precedente amministrazione si procacciava investitori che venissero sul territorio, con dei metodi non proprio cristallini. Le conseguenze di questo modus operandi le abbiamo viste nelle cronache giudiziarie degli ultimi anni. 

Con questo accordo chiudiamo definitivamente un’epoca, arrivando finalmente a definire la destinazione delle aree delocalizzate, di cui si discuteva da anni, in maniera vantaggiosa per il nostro territorio. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *