Il teatrino è andato in scena. Ma i fatti non cambiano.

Alla fine, mercoledì 29 luglio è successo esattamente quello che avevamo previsto.

Il capogruppo di maggioranza Mantovani ha presentato un’interrogazione all’assessore ai Servizi Sociali Bandera per chiedere spiegazioni sui contributi destinati ai centri estivi che il Comune non ha utilizzato e che è stato costretto a restituire.

Una situazione davvero difficile da comprendere: la maggioranza che interroga un proprio assessore su una vicenda che riguarda la stessa amministrazione. Più che un’interrogazione, è sembrata l’occasione perfetta per permettere all’assessore di dare, con un mese di ritardo, le risposte che il 18 giugno non era stata in grado di fornire.

Chi era presente a quel Consiglio Comunale ricorda bene che, alle domande dell’opposizione, l’assessore Bandera sembrava cadere dalle nuvole. Tra le motivazioni portate per giustificare il mancato utilizzo dei fondi ora ha anche sostenuto che la scuola non avrebbe potuto pubblicare sul registro elettronico l’avviso rivolto alle famiglie perché quel canale sarebbe riservato esclusivamente alle comunicazioni didattiche.

Una spiegazione che continua a non convincerci.

Il registro elettronico viene utilizzato spesso anche per comunicare iniziative che non riguardano strettamente la didattica. Basti pensare agli avvisi della biblioteca comunale, ai volantini di attività organizzate sul territorio e a tante altre comunicazioni rivolte e ritenute utili per le famiglie che le scuole pubblicano abitualmente.

Per questo ci chiediamo: era davvero quello il problema oppure si è cercato, a posteriori, di trovare una giustificazione a un errore?

L’interrogazione di mercoledì non ha aggiunto nulla di nuovo. Ha soltanto consentito all’assessore di leggere una risposta preparata con calma dopo oltre un mese. Se quelle informazioni erano disponibili il 29 luglio, perché non lo erano il 18 giugno, quando l’opposizione le aveva chieste in aula?

È questo l’aspetto che lascia più perplessi.

Il Consiglio Comunale dovrebbe essere il luogo del confronto e del controllo dell’operato dell’amministrazione, non un palcoscenico dove la maggioranza si fa le domande e si prepara le risposte.

Al di là del teatrino, però, resta un fatto che nessuno può cambiare: quei contributi non sono arrivati alle famiglie lonatesi e il Comune li ha restituiti. Ed è questo il vero problema, sul quale i cittadini meritano risposte serie, non una rappresentazione costruita a tavolino.

Speriamo che almeno tutto ciò sia servito da lezione e di non dover assistere ad altre manifestazioni di incapacità di gestire i fondi erogati ai Comuni da destinare alla cittadinanza: niente utilizzi anomali e soprattutto niente soldi avanzati da restituire!