Nel Consiglio comunale del 18 giugno è emerso un fatto che riteniamo estremamente grave e che merita una riflessione da parte di tutta la cittadinanza.
Il Comune aveva ricevuto dal Ministero-Dipartimento per le Politiche della Famiglia un finanziamento di 12.500 euro destinato a sostenere le attività socioeducative per i minori e, in particolare, ad alleggerire le spese sostenute dalle famiglie per i centri estivi.
Eppure, come emerso durante la seduta consiliare, oltre 7.000 euro di queste risorse dovranno essere restituiti perché non sono stati utilizzati.
Una situazione che lascia sconcertati. In un periodo in cui molte famiglie affrontano difficoltà economiche sempre più evidenti, appare incomprensibile che fondi già stanziati e disponibili non siano arrivati ai cittadini che ne avrebbero potuto beneficiare.
Secondo quanto dichiarato dall’assessore Bandera, soltanto 53 famiglie hanno presentato domanda per ottenere il contributo. Ma la domanda che ci poniamo è semplice: quante famiglie erano realmente a conoscenza di questa opportunità?
Non risulta infatti che sia stata attuata una campagna informativa capillare e realmente efficace. Sarebbe stato possibile coinvolgere le scuole del territorio, chiedendo la pubblicazione dell’avviso attraverso il registro elettronico (come già accade per pubblicizzare eventi ed incontri in biblioteca), utilizzare in modo più incisivo i canali istituzionali, collaborare con le scuole dell’infanzia e con le realtà educative locali. Nulla di tutto questo sembra essere stato fatto con la necessaria determinazione.
Quando un’amministrazione non riesce a far conoscere ai cittadini un contributo economico già disponibile e destinato alle famiglie, il problema non è la mancanza di bisogno da parte della popolazione, ma la mancanza di comunicazione.
Ancora più preoccupanti sono state le parole pronunciate in aula dall’assessore Bandera, secondo cui il numero limitato di richieste dimostrerebbe che soltanto quelle famiglie avevano effettivamente bisogno del contributo.
Un’affermazione che riteniamo una presa in giro per tutte le famiglie lonatesi.
Pensare che il mancato accesso a un contributo pubblico equivalga all’assenza di necessità significa ignorare le difficoltà che molte famiglie vivono quotidianamente. Significa non comprendere che spesso le persone non presentano domanda semplicemente perché non sono state informate adeguatamente dell’esistenza di un’opportunità.
Da un assessore con delega ai servizi sociali ci saremmo aspettati maggiore sensibilità, maggiore attenzione e soprattutto una maggiore consapevolezza delle condizioni economiche che molte famiglie stanno affrontando.
Oggi il risultato è sotto gli occhi di tutti: migliaia di euro destinati ai nostri ragazzi e alle loro famiglie torneranno indietro invece di essere investiti nella comunità.
Per noi questo rappresenta un fallimento amministrativo e comunicativo che non può essere minimizzato e che dimostra per l’ennesima volta che questa è semplicemente l’Amministrazione del NON fare!