Ottanta anni fa il popolo italiano fu chiamato a scegliere tra monarchia e repubblica e lo fece con una grande partecipazione: quasi 25 milioni di persone andarono al voto, pari all’89% degli aventi diritto. Di queste, circa 13 milioni erano donne, chiamate per la prima volta nel 1946 a esercitare il diritto di voto.
La Resistenza degli italiani al fascismo, alla sopraffazione e alla violenza, l’opposizione a chi voleva imporre la legge del più forte sono stati i semi da cui germogliò il risultato del referendum del 2 giugno 1946 e nacque la Repubblica.
Da quel germoglio nacque la Costituzione Italiana, scritta con attenzione e cura dai nostri padri (e le nostre madri!) costituenti. Dei 556 eletti a formare l’assemblea costituente che si mise al lavoro per redigere il documento fondativo della nostra Repubblica, 21 furono infatti donne: una presenza limitata nei numeri, ma estremamente importante nella costruzione della nostra carta costituzionale e dei suoi principi fondanti.
Le donne e gli uomini che scrissero la Costituzione provenivano da culture politiche diverse e spesso lontane tra loro. Ognuno portò le proprie idee e convinzioni, ma tutti avevano come principio che li guidava l’antifascismo: mai più violenze, sopraffazioni, negazione di diritti, discriminazioni!
In questo modo, con la mediazione e tanta cura per la scelta di ogni parola, hanno redatto il testo che afferma uguaglianza, pari diritti e dignità per tutti e che sta alla base della nostra vita in libertà e democrazia.
Ora che sono passati 80 anni occorre avere ancora più cura della Repubblica, della Costituzione e della democrazia. Occorre fare memoria del passato ma anche renderlo vivo nel presente, impegnandosi a dare vita e concretezza alle parole della Costituzione, perché non vengano mai date per scontate ma vengano invece quotidianamente attuate. Libertà, uguaglianza, solidarietà, giustizia sociale, ripudio della guerra, tutela della dignità umana: sono valori che richiedono di essere difesi e attuati ogni giorno.
Costruire una società sempre più giusta e inclusiva, contribuire al progresso materiale o spirituale della società sono principi sanciti dalla costituzione e sono una nostra responsabilità collettiva.
È questo, a ottant’anni dalla nascita della Repubblica, il significato profondo della ricorrenza del 2 giugno: non solo ricordare il passato, ma dare futuro ai valori che ci hanno permesso di conquistare la libertà e la democrazia, ricordando sempre le parole di Sandro Pertini: “La Costituzione è un buon documento; ma spetta ancora a noi fare in modo che certi articoli non rimangano lettera morta, inchiostro sulla carta. In questo senso la Resistenza continua”.