Più efficienza, meno carrozzoni.

L’Unione dei Comuni di Lonate Pozzolo e Ferno è nata ufficialmente nel 2001 e all’epoca erano previsti parecchi fondi pubblici per chi costituiva enti di questo genere, fondi tra l’altro che ad oggi non sono minimamente paragonabili a quelli di allora ( si parla di 30 mila euro contro gli 881.000 del 2001). 

In questo periodo le funzioni associate erano considerevoli, ma nel corso degli anni, in particolare a partire dal 2005, gli amministratori dei due Comuni per scelte politiche precise hanno ritenuto di ridurre le funzioni e i servizi dell’Ente fino ad arrivare alla situazione attuale che vede i servizi svolti in Unione snelliti (polizia locale; protezione civile; sistemi informativi; informagiovani – informalavoro). 

L’Unione di fatto è un Ente Locale a tutti gli effetti, e pertanto la normativa richiede tutti gli adempimenti richiesti agli Enti Locali: approvazione del bilancio di previsione e consuntivo con stesura del Documento di Programmazione pluriennale, gestione del protocollo, servizio di protezione e sicurezza sul lavoro, responsabile della protezione dei dati personali e così via, con la gestione degli atti di Giunta e di Assemblea dell’Unione e di tutti gli adempimenti conseguenti.

Da tempo ormai la gestione della struttura come Ente Locale è diventata pesante da sostenere, sia per i costi fissi di gestione (software, consulenza, ecc.), sia per l’esiguità del personale amministrativo che è andato via via calando e che non è possibile ripristinare perché non ci sono più spazi assunzionali.

E’ altrettanto evidente che l’Ente Unione è un Ente Locale che ha come fonte di entrata, a parte la compartecipazione dei due Comuni, una fonte incerta proveniente dalle sole sanzioni comminate dalla Polizia Locale. Abbiamo visto soprattutto in quest’anno 2020 come l’incertezza delle entrate abbia pesantemente condizionato l’andamento dell’Ente. L’avere come base di entrata le sole sanzioni non contribuisce di certo a dare solidità al sistema.

Da inizio mandato la nostra amministrazione ha posto sotto osservazione l’organizzazione dei vari uffici comunali, compresi quelli unionali ed è emerso in maniera evidente come il funzionamento dell’ente Unione non è più sostenibile così come organizzato attualmente.

Per questo motivo sono state fatte valutazioni che sono state poi discusse in riunioni congiunte con il Comune di Ferno nel corso di questi mesi.

La proposta del Comune di Lonate Pozzolo, è stata quella di procedere a uno scioglimento dell’Unione con la contestuale stipula di una convenzione per la gestione associata tra Lonate e Ferno del servizio di Polizia Locale.

Ciò avrebbe il vantaggio di azzerare i costi fissi di struttura in quanto non ci sarebbe più un Ente con un apparato burocratico complesso. 

Il Comune di Ferno a quanto pare non ritiene perseguibile questa soluzione, che resta per noi un’alternativa valida. Il sindaco di Ferno però vede come unica soluzione il mantenimento dell’Ente, con un ipotetico suo rilancio, ma di fatto non vengono mai indicate e dettagliate le modalità attraverso cui effettuare questo rilancio .

Si parla genericamente di ulteriori forme di investimento con una valutazione delle risorse dell’Ente per un migliore funzionamento per la polizia locale e gli uffici, ma di fatto queste generiche parole non vengono tradotte in solide basi e prospettive economiche di sostentamento, nonché un’esemplificazione concreta di quanto si intende porre in essere, si sta parlando del nulla e di una dichiarazione d’intenti non perseguibile.

La volontà della maggioranza di sciogliere l’Unione non è frutto di una scelta affrettata o di un colpo di testa, ma è il modo di ufficializzare quanto valutato dalla nostra amministrazione dopo una lunga e attenta analisi. 

Noi siamo disponibili a discutere una convenzione per la gestione associata della Polizia Locale insieme al Comune di Ferno ma, se questa proposta non avrà seguito a causa del rifiuto di discuterla da parte di Ferno, vorrà dire che Lonate Pozzolo avrà la sua Polizia Locale che si occuperà del territorio comunale, con maggior presenza sul territorio sulle vie del capoluogo e delle frazioni.

Non ha senso mantenere una macchina non funzionante, con l’appesantimento di tutti gli adempimenti di un Ente Locale, quando sarebbe possibile collaborare senza avere il peso della burocrazia che fa da freno.

Quello che vent’anni fa era nato come un progetto che aveva un senso e uno scopo, oggi non è più sostenibile, anche e soprattutto per la storia degli anni passati, a partire dal 2005, anni in cui l’Unione non ha avuto il sostegno dei Comuni che la compongono, lasciando andare le cose avanti per inerzia fino a portare a quella che al momento può essere paragonata all’agonia di un malato.

L’Unione dei Comuni è un Ente Locale, non una società o una società partecipata. Non ci sono azionisti e non c’è distribuzione di utili. Non è possibile dire che dia profitti.

E’ un Ente Locale, con il proprio bilancio che deve rispettare le regole della finanza pubblica, che deve chiudere in pareggio e non avere utili.

Come tutti gli Enti Locali deve anche rispettare tutte le normative sulle assunzioni di dipendenti pubblici, i limiti di spesa per le assunzioni del personale e i conteggi di legge per stabilire il fabbisogno del personale e il numero di persone che si possono assumere.

Pertanto, siamo di fronte ad un ente carrozzone che non ha più la capacità di funzionare efficientemente e occorre prendere una decisione senza nascondere la testa sotto la sabbia, dietro dichiarazioni che hanno il sapore della sola propaganda.

Dopo tutti questi mesi in cui si è parlato del nulla, occorre essere responsabili e agire in maniera ufficiale. 

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