Giornata della legalità

Il 23 maggio è la giornata nazionale della legalità. Dal 2021 è anche la giornata lonatese della legalità, istituita per promuovere l’impegno civile di lotta alle mafie e ad ogni forma di illegalità nonché l’educazione al rispetto delle regole di convivenza civile.

Come si può celebrare degnamente la giornata per la legalità, questa parola spesso abusata e ancora più spesso tradita e svilita?

Di sicuro non arrivare all’ultimo momento nel proporre un’iniziativa per il 23 maggio sarebbe stato già un inizio. Se poi la proposta deriva dal raschiare il fondo del barile recuperando una proposta di ANCI del 2020, vuol dire che le idee stanno proprio a zero.

E pensare che a gennaio di quest’anno la sindaca Carraro e la sua Giunta avevano l’occasione di dare una dimostrazione concreta di essere dalla parte della legalità: costituirsi parte civile nel processo Hydra, in corso a Milano. Lo stesso procuratore milanese Marcello Viola aveva comunicato ufficialmente al Comune di Lonate Pozzolo la possibilità di costituirsi parte civile quale parte lesa nel processo sulla cosiddetta “mafia a tre teste”, alleanza tra ‘ndrangheta, camorra e mafia in Lombardia.

Sulla pagina facebook della sindaca compare la consueta foto di Falcone e Borsellino e si legge la consueta e banale volontà di onorare l’eredità di coloro che hanno dedicato la vita alla difesa della legalità.

Per una volta invece c’era la possibilità di essere al fianco di chi OGGI opera per la legalità, di chi OGGI è spesso lasciato solo nella sua opera e subisce minacce per la propria vita.

Costituirsi parte civile significava metterci la faccia, dichiarare che il Comune di Lonate Pozzolo si schiera ufficialmente contro la criminalità e a favore della legge.

Invece, parole della sindaca, la Giunta si è riunita e ha celebrato il suo processo, decidendo che il territorio di Lonate Pozzolo non è direttamente colpito dalle azioni del consorzio di mafie, tra cui spicca la locale di ‘ndrangheta di Legnano–Lonate Pozzolo, il cui reggente è stato condannato a 16 anni, la pena più alta, nel processo con rito abbreviato.

Il Comune di Lonate Pozzolo farà un minuto di silenzio il 23 maggio, quello proposto da ANCI nel 2020, ma il silenzio di Lonate Pozzolo è quello che sentono il Nucleo Investigativo e i magistrati della Dda che si impegnano ogni giorno contro la criminalità, anche sul nostro territorio.

Durante i processi, le parti civili dimostrano ai magistrati e agli inquirenti che non sono soli a combattere le mafie. Quale migliore dimostrazione di vicinanza a chi tutela la nostra comunità?