Legalità solo a parole

L’amministrazione di centrodestra di Lonate Pozzolo non riesce proprio a stare dalla parte giusta, dimostrando che le parole con cui si presenta sono lontane anni luce dalle sue azioni.

La giunta Carraro ha scelto di non costituirsi parte civile nel processo Hydra, contro le mafie in Lombardia, mentre avrebbe potuto dimostrare, con la decisione contraria, di essere davvero dalla parte della legalità.

Costituirsi parte civile in un processo che ha coinvolto il nome di Lonate Pozzolo è un atto dovuto per il Comune, perché si tratta di agire a tutela del buon nome del paese, per perseguire concretamente la legalità. È un fatto etico e moralmente doveroso, al quale però l’amministrazione Carraro si è sottratta, scegliendo di non agire e di tacere.

La cosa è ancora più grave perché è stato lo stesso procuratore di Milano Marcello Viola a rivolgersi al Comune per suggerire caldamente di intervenire nel processo quale parte lesa.

E invece… e invece quando si tratta di agire in tema di legalità, ci si volta dall’altra parte. Ci si riempie la bocca di dichiarazioni di vicinanza alle forze dell’ordine, di impegno per la legalità, ma quando c’è un momento per agire, si chiudono gli occhi e le orecchie addirittura all’appello stesso del procuratore!

Costituirsi parte civile era un modo per dimostrare la distanza del Comune e di tutti i suoi cittadini rispetto alla criminalità organizzata che, purtroppo, è nota per essere presente a Lonate Pozzolo. Era un modo concreto di mostrare supporto a chi ogni giorno ricerca giustizia e legalità, lavorando per il bene di tutti noi.

Perché la scelta di non agire?

Abbiamo presentato un’interrogazione per avere chiarimenti dalla maggioranza.

In allegato, l’articolo del Fatto Quotidiano che ha riportato la notizia della mancata costituzione di parte civile e il testo dell’interrogazione di Uniti e Liberi.